Renato Simoni

Renato Simoni

Renato Simoni rappresenta veramente e in sommo grado la nostra genialità latina. Giornalista, commediografo, poeta, umorista, egli passa con eguale facilità da un articolo di psicologia o di letteratura per il Corriere della Sera, ad una conferenza rievocante le grazie e le arguzie del settecento veneziano, ad una commedia del valore della Vedova e del Congedo, a un libretto festoso come la Secchia rapita, a una laude di Daniele Gabrinunzio o a una lamentazione di Pio X per il Guerrino Meschino, a una satira mordace e sbrigliata come la famosissima Turlupineide.

Renato Simoni fu carissimo a due sommi commediografi e scrittori nostri: Giuseppe Giacosa e Gerolamo Rovetta. Il primo lo amò come un figlio: il secondo come un fratello, ammalati entrambi dalla fecondità pronta e veemente di questo giovane. E dell’uno e dell’altro Renato Simoni fu il commentatore più eloquente, poiché oltre al porre in rilievo le qualità di questi grandi artisti, seppe farci sentire lo spirito così bonario nel primo e caustico nel secondo.

Verona, volendo commemorare il suo illustre figlio Gerolamo Rovetta, ne affidò l’incarico a Renato Simoni, pure veronese. E la smagliante commemorazione di Momi Rovetta — come lo chiamavano gli amici, — seppe commuovere il vasto auditorio. Serve, veramente, che per la parola alata di Renato Simoni lo spirito di Gerolano Rovetta ricomparisse nella sua città natia, lieto e fiducioso nell’avvenire della nostra letteratura, che possiede giovani come Renato Simoni.

Milano, 28 Maggio 1911

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