Fuggevole carezza della città

Giulietta Masina Le notti di Cabiria 1957 di Federico Fellini

C‘è un sentimento che tutte le grandi città suggeriscono a chi vive dentro di loro: ed è la disperazione. Ed anche a Roma lo sconforto e la solitudine hanno un peso mortale. Allora di notte le strade diventano all’improvviso lunghe, umide, senza fine, sperare è davvero un atto di eroismo. Ma proprio quando ogni cosa sembra accaduta e niente possa più aiutarci, basta una strimpellata, un vociare di gente che ha fatto tardi, un incontro. La città ti apre le braccia. Quando a Cabiria saranno capitate proprio tutte, in una notte d’inferno, fuggendo l’uomo a cui ha chiesto come una grazia d’essere ammazzata, s’incontrerà in una brigata di ragazzi gentili che le canteranno una serenata.

Trangugiando le lacrime, Cabiria sorriderà a questa fuggevole carezza della città.

(in ricordo di) Benedetto Benedetti

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