Clara Calamai intervista Umberto Calosso

Umberto Calosso e Clara Calamai

Roma 1945

C’è un uomo a Roma che si è occupato in questi ultimi tempi dell’amore. Molto seriamente, ed anche autorevolmente. Quest’uomo è Umberto Calosso.

Clara Calamai, in un tranquillo pomeriggio di maggio esce dalla sua dimora per recarsi a casa di Calosso e intervistarlo. Ha un vestito verde pisello con un gran nastro nero davanti: mocassini neri, fronte bianca e ben modellata.

Calosso dice: — L’amore mi annoia. Esso manca d’avventura. Si sa sempre come va a finire. Mi dica, non è monotono l’amore? Sempre la stessa cosa, dai tempi di Elena in poi!

— Anche la cioccolata, obietta francamente la Calamai, è sempre la stessa cosa, ma a me piace moltissimo appunto perché so com’è.

— Un amore interessante, osserva Calosso, è per esempio quello della Garbo nei suoi film. Io ammiro la Garbo perché è come la conchiglia che crea la perla si può dire dal niente, da un granello. Gli uomini che essa ama sono sempre insignificanti, anche quando si chiamano Napoleone. La Garbo col suo amore creatore li valorizza.

— Mi dica, professore, — chiede l’eccezionale intervistatrice — ritiene matura la donna per la vita politica?

— La donna, risponde Calosso, è come un’automobile che non s’avvia; occorre darle una spinta, poi correrà da sé. C’è spesso in lei uno spirito organizzativo d’eccezione. Perché non valorizzarlo? Sulle tribune dei comizi, in Inghilterra, le donne sono quasi sempre in numero superiore agli uomini. Il partito Laburista è stato diretto da una donna. Nel Nord, a Milano, a Torino, so che ci sono donne molto capaci. Io mi domando poi che gusto provino gli italiani ad amare donne inerti, senza vita, senza ideali che non siano la casa, il marito e così via. L’amore da noi ha un’impostazione sbagliata.

— Devo farle una confessione. — dice la Calamai — Io ho sempre desiderato un bambino ma non un marito. Questo sarà possibile in una nuova società? A me piacerebbe tanto l’amore libero…

Calosso prende in mano una matita, che parlando agita come una bacchetta direttoriale.

— Veramente io non ho mai parlato di amore libero. È questa una di quelle cose attribuitemi dai giornali. Quando io parlo di iniziativa della donna in amore, intendo semplicemente contrapporla alla passività, all’inferiorità della donna stessa nel rapporto amoroso.

— È vero che lei trova assurda la gelosia anche tra innamorati?

— Sicuro. Occorre che la mentalità italiana si evolva. Parliamoci chiaro. Se io amo una donna, perché non dovrebbero amarla gli altri? Ci sono tante persone dagli stessi gusti in questo mondo. Non ci vedo niente di eccezionale. Un mio amico, in Inghilterra, aveva una moglie. bionda, molto graziosa. Un giorno essa conobbe un ufficiale di marina e se ne innamorò. Lo scrisse al marito: « sono molto spiacente di essere caduta in amore; ti prego di darmi un consiglio ». E il marito la consigliò di aspettare un mese, dopo di che avrebbe interrogato il proprio cuore. Passato il mese la moglie riscrisse al marito: « il mio cuore batte sempre per l’ufficiale di marina ». Il mio amico allora si rassegnò e lei partì con l’amante per Hong Kong. Durante la sua permanenza colà il marito continuò ad inviarle un mensile affinché fosse indipendente e potesse condurre una vita decorosa. E gli amici, per questo, lo salutavano con maggior rispetto, considerandolo un uomo forte. Passarono quattro anni, al termine dei quali la moglie del mio amico ebbe una crisi religiosa che la indusse a ritornare. Il marito l’accolse, e per evitare una rottura brusca con l’amante acconsentì ad ospitare tutti e due nella sua casa. Dopo un mese, trascorso in  pieno accordo, l’amante partì. E i coniugi ripresero tranquillamente la loro vita.

La Calamai ha ascoltato con l’aria di star a sentire una favola. Alla fine è raggiante.

— È molto bello, esclama. Questa è vera lealtà. sarebbe stato crudele trattenere accanto a sé una donna innamorata di un altro. Ma per arrivare a questo da noi dovrà passare molto tempo, credo. Le donne approfitterebbero subito della libertà: la corruzione è già così diffusa…

— È vero. Ma in genere la donna corrotta lo è meno dell’uomo. Non capisco perché si taglino i capelli alle donne di strada, anziché agli uomini. La prostituzione si vince solo abolendo il bisogno.

Il pomeriggio avanza. Nella stanza chiara le voci hanno una risonanza pacata.

— Noi due, conclude Calosso rivolto alla Calamai, dobbiamo fare un comizio femminile. Lei lo dirigerà.
(Film d’oggi)

Prima visione di Ossessione di Luchino Visconti, interpreti Clara Calamai e Massimo Girotti sugli schermi romani con un ritardo di oltre due anni.