Recitami, o diva…

Francesca Bertini 1982

Genova, 2 gennaio 1982. Un insolito omaggio a una attrice del passato è in programma nei prossimi giorni a bordo della turbonave Eugenio C. partita dal porto di Genova per la crociera di Capodanno. Sulla nave, a cura del Centro studi cinetelevisivi, verranno proiettati alcuni film della diva Francesca Bertini, che il 5 gennaio prossimo compirà novant’anni, tra cui La piovra girato nel 1918, di cui il Centro studi cinetelevisivi ha curato la ristampa. Il regista Josè Pantieri terrà inoltre una serie di conferenze rievocative. Durante la crociera saranno presentati anche altri film italiani d’epoca interpretati da Lyda Borelli, Bartolomeo Pagano “Maciste”, Amleto Novelli, Ruggero Ruggeri, Emilio Ghione, Maria Jacobini, Rina De Liguoro, Polidor, Italia Almirante Manzini e Soava Gallone

L’11 aprile del 1978 Francesca Bertini si arrabbiò moltissimo con chi festeggiava i suoi novant’anni: sosteneva infatti di essere nata non l’11 aprile 1888, come molte fonti riportano, bensì il 5 gennaio 1892 (a Firenze).

La futura star è una bambina tranquilla e religiosissima tutta casa e chiesa, già di luminosa bellezza. Ma a dodici anni cambia improvvisamente idea e decide di fare l’attrice. I suoi non hanno modo di opporsi, anche perché gli affari vanno male, e la futura diva può così fare il suo debutto in una compagnia dialettale partenopea.

La bellezza e il notevole temperamento (avrà sempre un carattere indomito) le aprono presto le porte del cinema. Come Francesca Bertini (cognome scelto da Scarpetta), inizia la sua carriera interpretando una serie di film per una filiale della Pathé (La Film d’Arte Italiana).

Il suo splendido, drammatico volto dagli occhi neri, l’armonia dei gesti, la naturalezza della sua recitazione convince tutti: critica e pubblico. Ammiratori deliranti acquistano migliaia di cartoline postali con la sua immagine, i soldati in trincea ai tempi della prima grande guerra chiedono come supremo conforto la proiezione delle sue pellicole. Ma avvicinarla è quasi impossibile: chaperons l’accompagnano sempre, i genitori difendono la sua modestia proibendole di portare trucco e gioielli fuori dal set.

Principi e borghesi spasimano per lei (si disse che Guglielmo Marconi le abbia chiesto la mano). Hollywood la reclama…

Come nelle fiabe, lei sceglie il suo principe azzurro, svizzero, bello e biondo come il sole, si sposa e abbandona per qualche anno i teatri di posa.

Era estroversa secondo gli stilemi obbligati da quel tipo di rappresentazioni, ma contemporaneamente intensa e persino capace di interiorizzare quando voleva. Quindi non soltanto classicamente bella, come scrisse di lei Louis Delluc, ma piena di talento, molto intelligente e, oltretutto, caparbia e sagace amministratrice delle proprie fortune, non solo finanziarie ma per così dire anche mitologiche. Prima che si affacciasse la Garbo, lei era già scomparsa, astro veloce e abbagliante. Il cinema la ospiterà negli ultimi anni come “guest star” di lusso (in Novecento di Bertolucci, per esempio), continuando a subirne il fascino misterioso come di un’altera dama che viene da un mondo scomparso.

La Piovra al Cinema Quattro Fontane di Roma dal 14 giugno 1920