Si chiamava Francesca Bertini

Il Trovatore Film d'Arte Italiana 1910

Ricordo ancora la sera che il caso me la condusse. Si doveva inscenare (vocabolo tecnico bruttissimo come tutti i vocaboli tecnici) nientemeno che il Trovatore. Mancava Eleonora. Mi fu presentata una giovinetta dal volto un po’ pallido, ma quanto mai puro di luce, e dai grandi occhi nerissimi. La giovinetta sorrise e mostrò una fila di denti d’avorio. Ebbi la sensazione che su quella bocca potessero simultaneamente fiorire il dolore e la gioia.

— Avete mai recitato? — chiesi.

— Sì — rispose la fanciulla — nella compagnia Pantalena. — E la sua voce un poco cupa e velata tremava leggermente.

— Domani farete una parte di prima donna.

I magnifici occhi della giovinetta ebbero un lampo di letizia.

La mattina dopo si posava dinanzi alla chiesa di Santo Stefano Rotondo. Eleonora vestiva di nero, e mi parve che il suo corpo snello e flessuoso si modellasse armoniosamente sotto l’ampia cappa di crespo, e che i suoi occhi fossero più grandi e spiccassero dolorosamente nel pallore delicato del volto. Provammo. Eleonora passò sotto la prigione, udì i lamenti di Manrico; ma notai anche che le labbra dell’attrice si agitavano convulsamente e che gli occhi le si riempivano di vere lacrime. Non mi ero ingannato. C’era nella fanciulla un temperamento e una sensibilità. Quella fanciulla si chiamava Francesca Bertini.

Ugo Falena
(Penombra 1917)