E adesso faccia il film

Ingrid Bergman e Roberto Rossellini 1949

Maggio 1949. Ingrid Bergman è partita da Hollywood per venire a interpretare un film in Italia; ma non si sa se avremo il film, mentre di sicuro, abbiamo avuto soltanto uno scandalo. Certa stampa provinciale e facinorosa s’è buttata a corpo morto sull’avvenimento, riducendolo ai suoi termini più scandalistici, e cercando, in quella che avrebbe dovuto essere un’impresa artistica e industriale, il sentore di letto a due piazze che solletica l’interesse del pubblico meno provveduto. Ciò è assai spiacevole, perché Ingrid Bergman, attrice di rinomanza mondiale. in Italia è ospite nostra e ha diritto almeno a quel tanto di rispetto che si deve a ogni signora in visita.
Purtroppo questo vasto pettegolezzo fu, o parve, incoraggiato da uno fra i protagonisti della vicenda, e ciò non migliora le cose. Comunque, invece di parlare d’un film, la gente continua a parlare d’un amore, e un episodio di collaborazione internazionale fra un’attrice e un regista, divenne il più clamoroso scandalo del momento; scandalo che nuocerà alla nostra cinematografia e a tutti noi, convalidando presso molti stranieri la convinzione che ogni italiano sia qualcosa di mezzo fra il cacciatore di dote e il cavaliere d’industria. Gli italiani veramente seri, che sono numerosi, non fanno mai parlare di sé, pensano a lavorare, e non diffondono indiscrezioni piccanti per mezzo dei loro uffici stampa, quindi nessuno li nota, e gli stranieri possono anche credere che non esistano, che esistano soltanto quegli altri italiani, arruffoni, megalomani, sempre pronti alla galanteria interessata. Così una sparuta minoranza nuoce alla collettività.
Siamo desolati che la signora Bergman abbia dovuto sopportare una simile esperienza; siamo desolati per l’esempio d’inciviltà dato da vasta parte della stampa italiana. Importanti giornali che parlano con sufficienza dei settimanali « a fumetti », in quest’occasione si sono dimostrati moralmente e intellettualmente sullo stesso piano di quei loro più umili confratelli, e di essi meno corretti.
Intanto, fra il dilagare di pettegolezzi da portineria, pare che il film da cui tutto ebbe origine sia dimenticato. È ormai tardi per rimediare a quanto d’inopportuno si disse e si scrisse, ma forse non è tardi per salvare un film da cui dipendono molte cose. Poiché vi fu uno scandalo, bisognerebbe almeno cercare di sovrapporvi un’opera degna che, col suo valore, faccia dimenticare il brutto retroscena.
La più nota attrice cinematografica del momento, ha messo in gioco molto di quanto aveva ottenuto in dieci anni di attività, per rendere omaggio alla cinematografia italiana, ed esprimere coi fatti la sua fiducia in essa. Speriamo non venga delusa anche dal lato artistico, perché non lo merita. D’altra parte Rossellini non può più permettersi un insuccesso; egli vive ancora di rendita su Roma città aperta e Paisà, da due anni a questa parte ha fatto variamente parlare di sé, ha tenuto desta l’attenzione della gente, ma non ci ha dato alcuna opera che confermasse il suo valore. Per Terra di Dio ha avuto i capitali richiesti, la collaborazione della più organizzata fra le cinematografie, e un’interprete d’eccezione; ha attratto la curiosità di tutto il mondo, una curiosità generalmente malevola. Ora deve fare un bel film. Davanti all’opera riuscita, ogni pettegolezzo, ogni eco scandalistica perderà la sua importanza e verrà dimenticata.
Abbiamo già detto altre volte che Rossellini, all’estero, viene considerato il caposcuola della nostra cinematografia; per questo ogni suo errore ci nuoce grandemente, e desidereremmo trovare in lui un più consapevole senso di responsabilità. Con L’Amore e lo scandalo attuale, Rossellini si è concesso dei gradevoli passatempi; ora faccia veramente un bel film, da contrapporre alla gazzarra pettegola che ci sta annoiando in questi giorni.
(Cinema)