Non c’è bisogno di danaro

Non c'è bisogno di danaro 1933

Marzo 1933. A Roma, nel teatro sonoro della Farnesina, e con gli apparecchi di ripresa sonora dell’Istituto L.U.C.E., è  stato ultimato in questi giorni un film per conto di una nuova impresa di produzione cinematografica, che fa capo al comm. Adolfo Croce, noto cinematografica milanese, e all’avv. Giacomo Rossi di Genova, già direttore del Corriere Mercantile, esponenti di un forte gruppo capitalistico genovese. Si tratta di un primo esperimento, la cui riuscita deve decidere di una lavorazione intensa e continuativa. Tutto, pertanto, fa presagire che il film corrisponderà in pieno alle speranze in esso riposte e agli sforzi compiuti, dalla scelta del soggetto, che presenta situazioni nuove e si distacca completamente dal cliché sul quale purtroppo è ricalcata quasi tutta la produzione contemporanea, alla scelta degli interpreti, alla diligenza con cui sono state curate messa in scena, interpretazione e tecnica.

(dalla stampa dell’epoca, riduzione per il web @inpenombramagazine)